Fabio Ballarini - vivaio, piante e fiori


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consigli

Si può creare un angolo di paradiso anche in pochi metri quadrati di terreno o in un semplice balcone.

Se alla base di una razionale e piacevole sistemazione di un balcone o di una terrazza vi sono l'attenta valutazione di vari fattori (clima, esposizione, paesaggio, stile dell'abitazione e così via) ancor più accurato deve essere questo esame quando ci si appresta a trasformare un terreno incolto in un giardino ricco di verde e di fiori.
E' un errore realizzare un giardino sulla falsariga di quelli confinanti con il nostro per raggiungere uno strano insieme in cui si alternano piante inadatte a coabitare tra loro, in cui si intrecciano stili contrastanti e non certo fatti per creare una diffusa armonia.
Ogni situazione impone problemi diversi e chiede una diversa soluzione purché vengano rispettati, nel modo più assoluto, alcuni canoni estetici e tecnici che - sul piano pratico - costituiscono la guida più sicura per una buona sistemazione del nostro giardino.
Si osservino i giardini inglesi e svizzeri da cui traspaiono un'estrema cura, una grande semplicità, la più assoluta aderenza alle caratteristiche naturali del paesaggio, una attenta scelta del colore. Nessun volo di fantasia, molto amore per il verde e una specie di naturale istinto nella scelta delle piante e nel loro accostamento. Solo così è possibile realizzare un giardino veramente personale, delineato da un gusto preciso e che, nel suo insieme, dimostri l'intima necessità di esprimere, attraverso gli elementi naturali, la propria sensibilità.
In due parole: il giardino più bello è quello più semplice.
Deve rispondere a una nostra precisa esigenza, deve uniformarsi ai nostri gusti e alle nostre necessità.
Se ci sono bambini studiate un angolo in cui possano giocare liberamente senza sciupare nulla; anche gli animali domestici hanno diritto di vivere nel verde e quindi basterà educarli perché non commettano guai o danni ed inoltre non può mancare un importante elemento: l'acqua.
Una vaschetta larga un metro, purché ambientata nel modo più naturale, per dare un diverso senso di freschezza e di "verità" a tutto l'insieme.
I fiori e le piante sono creature vive e non debbono, quindi, essere costrette in forme rigide, innaturali. Un no deciso, alle aiuole delimitate dal solito cordolo di cemento o dal contorno di mattoni; no ai ghirigori disegnati con i fiori che stanno bene solo nei parchi comunali.
Il nostro giardino deve essere soltanto un angolo di verde, così come possiamo sempre scoprirne in collina o nell'ansa di un fiume, fra gli abeti o a due passi dal mare; uno di quegli angoli quasi incantati in cui l'opera dell'uomo non è mai intervenuta, ma che soltanto il vento e il sole hanno costruito. Il sole e il vento, il passare delle stagioni, un seme caduto in un determinato punto e germogliato perché il terreno in quella posizione era atto a dar vita a quella determinata specie, perché ombra e fresco, umidità e ricchezza del suolo hanno alimentato giustamente alberi e arbusti.
Chiediamo alla natura un suggerimento, in assoluta umiltà, ed essa ci sarà prodiga di esempi.

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